Obiettivo dell'azione
Molto presto gli elettori svizzeri saranno chiamati a esprimersi sugli accordi tra la Svizzera e l’Unione europea. Sia per gli oppositori che per i sostenitori, questi accordi sono determinanti per il futuro della Svizzera. «Accordi di sottomissione», «Accordi bilaterali III» o «Accordi di integrazione»!? Le opinioni sono diametralmente opposte.
La nostra democrazia diretta vive della libera espressione delle opinioni e si basa sulla decisione informata degli aventi diritto di voto. Tuttavia, solo chi conosce i contenuti più importanti può votare in modo consapevole. Spesso si scrive e si discute senza aver letto nemmeno una parte del testo degli accordi. Persino nella capitale federale. Eppure le 1889 pagine, suddivise in 159 pagine di atti legislativi, 799 pagine di accordi e 931 pagine di relazione esplicativa, sono accessibili su tutti gli smartphone.
L’obiettivo è quello di coinvolgere il maggior numero possibile di aventi diritto di voto affinché prendano una decisione informata, consapevole e autonoma. Con una campagna a livello nazionale intendiamo colmare il divario di conoscenza relativo ai trattati dell’UE. Desideriamo motivare gli aventi diritto di voto in Svizzera a leggere autonomamente i contenuti più importanti, a comprenderne il significato e a discuterne nel proprio contesto. Inoltre, forniamo informazioni sulla roadmap e sull’agenda politica.
La campagna pone in primo piano informazioni oggettive e fattuali, slegate dai programmi di partito, dalle fasce d’età e dalle zone urbane, metropolitane o rurali. In una votazione fortemente controversa, desideriamo rivolgerci sia ai sostenitori che ai critici, contribuendo a una cultura del dibattito rispettosa e alla pace sociale in Svizzera.
La nostra motivazione
Edith Arnold è giornalista, autrice e ideatrice di progetti nei settori del design, dell’ecologia, dello stile di vita e non solo. Sempre interessata a capire quali tendenze si stanno delineando e dove ci porta il progresso, è una figura altamente qualificata e con competenze trasversali. Durante le ricerche sul campo, anche nelle grandi città straniere, nota sempre più spesso quanto la Svizzera sia ammirata per la sua democrazia diretta. Afferma: «Il potere di partecipazione del nostro sistema politico significa allo stesso tempo libertà e responsabilità. Questo è minacciato dal pacchetto di accordi Svizzera-UE? Da quando ne ho letto gran parte, ritengo che tutti dovrebbero esaminarlo più da vicino e comprendere a fondo il linguaggio utilizzato.»
Ruth Baumann-Hölzle è dottoressa in teologia ed esperta di etica. Il suo impegno a favore di decisioni basate sui fatti e ponderate permea le sue attività professionali e di volontariato. In qualità di direttrice generale e responsabile dell’Istituto della Fondazione Dialog Ethik, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’etica clinica in Svizzera. Per 13 anni ha fatto parte della Commissione nazionale d’etica nel settore della medicina umana e oggi collabora con la Commissione etica per la ricerca del Cantone di Zurigo. Afferma: «Il voto sul pacchetto Svizzera-UE riguarda il futuro della Svizzera. Per questo mi impegno a favore di un dialogo informato alla pari, in cui si valutino i pro e i contro. La domanda fondamentale per me è: la democrazia diretta unica della Svizzera continuerà ad esistere con l’adozione del diritto straniero o verrà abbandonata?»
Marianne Wüthrich, dott.ssa in giurisprudenza e lic. phil. I (pedagogia e psicologia), da 30 anni insegnante nel dipartimento tecnico e nel settore commerciale della scuola professionale di Bülach. Da tempo si occupa dei rapporti tra la Svizzera e l’UE. In qualità di insegnante di scuola professionale, ha sempre ritenuto particolarmente importante suscitare nei giovani l’interesse per la partecipazione politica nella nostra democrazia unica nel suo genere. Ciò significa leggere e discutere le proposte di votazione in modo che tutti capiscano di cosa si tratta e possano formarsi una propria opinione al riguardo. Per questo motivo è anche attiva nell’associazione «Leggere e comprendere i trattati UE». Afferma: «La votazione sul pacchetto Svizzera-UE è fondamentale per il futuro del nostro Paese. Per questo è consigliabile non limitarsi ad ascoltare ciò che ci viene detto sui contenuti degli accordi. Leggerli da soli è la chiave!»